Storia di un viaggio lungo 25 anni
- La passione civile nella bella realtà della vita associativa -

«               Il Circolo e il “noprofit”               »

Come avrete saputo i mutamenti avvenuti e che stanno per avvenire nel nostro circolo sono veramente consistenti, così come gli impegni finanziari, pertanto diventa per noi importante conoscere con relativa certezza cosa ci si attende dal futuro quadro legislativo, un futuro di soli assetti organizzati o di radicali trasformazioni di fronte alle quali tra qualche anno ci troveremo ancora a gestire un circolo?
Io sono convinto che qualsiasi siano i cambiamenti ci troveremo comunque ancora tutti uniti per difendere con lo spirito di sempre l’ideale che ispirò i soci fondatori del circolo.
E’ per questo motivo credo di dover difendere l’impianto legislativo attuale dell’associazionismo, naturalmente con tutti i correttivi possibili per migliorarlo, ma con le sue peculiari risorse, perché, penso resta ancora il momento più alto ed essenziale per aggregare i soci e per la formazione del futuro quadro dirigente.
Prendo spunto da una domanda che a me viene spesso rivolta, e probabilmente a tutti i soci impegnati nella conduzione delle attività del circolo, “ ma l’ARCI-OLMI cosa mi dà” e io mi sono dato, prima di tutto per me stesso, una risposta ed ho girato la domanda: “io chiedo a questi soci cosa siete pronti a dare voi per l’ARCI-OLMI?”.
Il problema è che questo tipo di associazione, assolutamente volontaristica, non si basa sul fatto che chi viene deve ricevere materialmente qualcosa ne tanto meno aspettarsi particolari gratificazioni, ma si deve basare sul fatto che chi viene deve essere disponibile a dare qualcosa, perché questo è il vero spirito del volontariato.
Se rovesciassimo le cose, allora potremmo diventare tutto, potremmo diventare una società commerciale una cooperativa di servizi o una qualsiasi altra cosa, ma che snaturerebbe completamente i motivi per cui stiamo insieme come circolo.
E allora qualche riflessione và fatta: il mondo che abbiamo davanti lo vediamo come è, (lasciamo stare le vicende pubbliche del nostro paese, perché ormai sono un romanzo doloroso senza fine) un mondo fondato sulle regole dell’economia, spesso spietata, sulla competizione fortissima, sulla concorrenza, sulla globalizzazione dei mercati nel suo lato più degenerativo.
Insomma è questo un mondo che gira così vorticosamente, così spietatamente che ci accorgiamo -ammesso che ognuno di noi riesca a fermarsi cinque minuti nel corso della giornata a pensare-, che effettivamente molti valori di questa società vengono meno. Allora mi pongo e vi pongo una domanda: la nostra è ancora una società portatrice di forti valori?
Cosa si intende per valori forti? I valori della solidarietà, i valori dell’attenzione a quelli più deboli, ai meno fortunati, a quelli che non hanno più le forze per correre, e se ci dimentichiamo di sostenerli di aiutarli amorevolmente, allora possiamo dire che siamo in una società senza speranze.
A suo tempo quando ho aderito all’ARCI-OLMI, e quando poi mi è stato chiesto di dirigere con il Presidente il Gruppo Direttivo del circolo, ho accettato nella convinzione di essere “un giovane socio anziano” e non il Vice Presidente perché ciò che conta è il lavoro dei soci che organizzano e che con il loro impegno disinteressato fanno belle le nostre feste e i momenti dell’attività sportiva.
Dal circolo ho apprezzato la mancanza di livelli, ho imparato soprattutto che ci sono degli uomini, delle donne dei giovani, a prescindere dalla loro collocazione nella società, che operano solo ed esclusivamente per il bene del circolo.
Io ho capito che il nostro spirito di appartenenza è quello di persone, anche se non più in giovane età, che guardano avanti, che hanno ancora un po’ di anni da spendere attivamente nel sociale, che comunque pensano che si debba agire intensamente verso la solidarietà e finché si sta bene, finché si è in grado di dare agli altri, si deve dare: il giorno che anche noi avremo bisogno degli altri, se avremo dato forse si potrà sperare che qualcuno si ricordi noi.
Allora cari soci, vi pregherei di continuare in questo impegno, “faticoso” ma ricco di bei momenti, per dire alla gente vieni con noi all’ARCI-OLMI per stare insieme per dare quello che vuoi e che puoi, per riconoscersi nella diversità, per una società giusta che difenda i nostri valori.
Poi potremmo occuparci delle strutture di vario tipo ma non può essere solo questo lo spirito di aggregazione, lo spirito della solidarietà.
Il mio e il vostro proposito deve essere quello di divertirci nello stare insieme di dare a chi ha bisogno, ai meno fortunati o ai più deboli, perché man mano che passano gli anni saremo tutti più deboli, indipendentemente dal livello economico e individuale.
Ecco è con questo spirito che chiedo a tutti, attraverso i propri personali convincimenti a sostenere le attività del circolo e dico a coloro che hanno avuto il privilegio di essere stati posti da voi alla guida del circolo, che sono sicuro che essi dimostreranno con il loro impegno di avere la volontà di diffondere questo nostro messaggio.
Francesco Cervetti
Vice Presidente del Circolo
“ARCI-OLMI”

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