Storia di un viaggio lungo 25 anni
- La passione civile nella bella realtà della vita associativa -

«               L’identità del Centro Ricreativo               »

Sin dall’inizio il circolo operò una separazione effettiva fra spazi destinati alla ricreazione e quelli destinati allo sport.
Si sono così sviluppati due percorsi paralleli quanto mai diversi tra loro (uno come sport dilettantistico non agonistico, l’altro di associazionismo) che ritrovano una unitarietà nelle finalità ideali e sociali ma costituiscono una loro identità specifica e validità, in ambiti distinti.
Nella parte finale degli anni novanta si registrarono le prime importanti iniziative sportive (campionati italiani bocce lineare 48) e le prime importanti iniziative culturali.
L’obiettivo prioritario era quello di costituire l’identità del circolo associativo-culturale, un circolo che era diverso da una società sportiva.
Operare scelte precise nelle iniziative culturali e nelle attività ricreative e sportive significava costruire la nuova fisionomia del circolo, affinché questo fosse ben riconoscibile in ambito cittadino.
Venivano seguite tre linee:
  • si sperimentavano nuove forme di associazionismo;
  • nello sport veniva dato spazio a varie fasce d’età si offrivano proposte di interazione e non “contro”, superando così la logica della separazione tra sport competitivo e sport amatoriale;
  • l’associazione come opportunità in più e non come alternativa alle realtà del territorio.
In fin dei conti dunque, a distanza di oltre un ventennio dalla sua creazione, il circolo continua a seguire il suo “filo rosso”: stare insieme, sia pure nelle diversità.
E infatti, il circolo Arci-Olmi avviò alla fine degli anni novanta un modello di relazione positiva con le altre associazioni del territorio e con le istituzioni mettendo a disposizione spazi nel frattempo costruiti, un lavoro che ha ancora oggi le sue caratteristiche di validità e attualità.
Luciano Roveri
Amministratore del Circolo
“ARCI-OLMI”

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