Storia di un viaggio lungo 25 anni
- La passione civile nella bella realtà della vita associativa -

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Siamo a pochi mesi dal nostro venticinquesimo anno di fondazione: nel 1981-1982 nasce formalmente il primo nucleo di soci che porterà poi alla costituzione del circolo Arci-Olmi; ma è passato almeno un secolo da quando vennero gettate la fondamenta che ispirarono la nostra esperienza associativa.
In questi venticinque anni i cambiamenti sono stati grandi e profondi.
Noi li abbiamo vissuti, a volte accompagnandoli a volte combattendoli.
L’abbiamo fatto mantenendo la bussola dei nostri valori perché quelli non hanno subito l’ingiuria degli anni: si sono sempre rivelati attuali come strumenti per interpretare il presente, per aggiornare le nostre attività, per orientare la nostra azione.
Nell’apprestarci a festeggiare il 25° anno di fondazione è giusto evidenziare ai soci che è l’ultimo triennio dopo il quale scade la concessione comunale sull’area assegnataci per edificare un centro sportivo, ricreativo e culturale, operazione che ritengo riuscita nel migliore dei modi. Mi piace, per descrivere quanto abbiamo fatto, prendere in prestito le parole dell’opuscolo di ARCI-Milano “là dove c’era l’erba ora c’è una casa” la casa dell’ARCI-OLMI.
Dalle tesi del Congresso Nazionale che si è appena celebrato, prendiamo alcune idee per meglio introdurre ciò che sarà il nostro cammino futuro, che ci viene facile fare; la discussione si dovrà sviluppare a partire dall’orgoglio delle nostre origini e della nostra storia di associazione ancora più antica (dei venticinque anni che andremo a celebrare), che affonda nella cultura e nella secolare tradizione del mutualismo e del movimento operaio.
Un circolo con una attività complessa come l’ARCI-OLMI corre sempre il rischio di avvilupparsi, di confondere la freschezza delle esperienze innovative con il nuovismo. Noi questo rischio l’abbiamo evitato, ARCI sta per Associazione Ricreativa Colturale Italiana una definizione che talvolta negli anni passati abbiamo sentito con imbarazzo come qualcosa di antico, legato alla dimensione dopo-lavoristica ormai superata di fronte al ruolo più ampio e complesso che l’associazione e il Circolo stavano assumendo. É vero, l’ARCI-OLMI è oggi molto di più di un Circolo socio-ricreativo, culturale e sportivo, è un progetto di cittadinanza ideale, una idea di società, di cultura e politica sull’uso del territorio, ma questo non contraddice anzi esalta le nostre radici.
Dovremmo allora recuperare molto seriamente il significato dei termini come ricreazione e tempo libero, attualizzarli, aggiornarli. C’è chi ancora, osservandoci dall’esterno, contrappone l’ARCI della tradizione che gioca a carte che balla nei propri circoli, con l’ARCI della solidarietà, dei movimenti per la pace e delle campagne sui diritti. Queste persone o movimenti non hanno compreso dove sta la nostra originalità, e anche la nostra forza; perché la costruzione quotidiana di occasioni di incontro e socializzazione che avviene nel nostro e in altri circoli è l’ingrediente di base del progetto di società al quale lavoriamo e non ha migliore dignità del nostro impegno personale sui grandi temi del mondo, anzi ne è il presupposto indispensabile.
Il Compito che i soci e il Circolo si sono dati per il suo venticinquesimo di fondazione è di recuperare la memoria nei valori fondanti, senza cadere nella esaltazione o ammirazione incondizionata di ciò che è stato fatto; recuperare si la sua memoria, il valore delle esperienze che sono diverse, ma lette attraverso i suoi principi che ne costituiscono tutta l’identità.
Dobbiamo recuperare la consapevolezza di quanto sia importante essere associazione della ricreazione e del tempo libero per resistere alla rapina del tempo che la società oggi impone, con ritmi di lavoro e di vita che condizionano le nostre città ossessionate dal produttivismo e dal consumismo.
Riappropriarci del tempo libero, viverlo serenamente costruendo e curando le relazioni sociali è la condizione per restituire qualità sociale alle nostre comunità.
I cambiamenti epocali che hanno investito l’Europa, il nostro Paese e i nostri territori ci costringono a fare i conti con la lucidità del nostro orizzonte, ci aiutano a mettere in parallelo nuovi modi di aggregarci, di fare cultura, di riposarsi e divertirsi con gli scopi per cui donne e uomini dell’ARCI-OLMI si misero all’opera venticinque anni fa.
Gli uomini e le donne che fondarono l’ARCI-OLMI lo fecero anche per affermare il proprio diritto di lavoratrici e di lavoratori al riposo, allo svago, alla ricreazione, e allo sport.
Avevano ben chiaro che l’alternativa all’oppressione del profitto, alle ingiustizie alla negazione della libertà la si poteva costruire solo in una società giusta e serena che sapesse tutelare la dignità delle persone e anche il loro diritto alla felicità.
Il Direttivo dell’ARCI-OLMI dovrà quindi avere l’ambizione di essere un contributo per leggere il futuro dell’Associazione di Promozione Sociale consapevole delle responsabilità che la nuova fase le assegna, e che dovrà portarsi dietro tutto il patrimonio di valori di esperienze che le generazioni precedenti le hanno consegnato.

A tutti buon viaggio, doverosamente ricordando tutti coloro che ci hanno lasciato, ma che non potremo mai dimenticare.
Alberto Lombardi
Presidente del Circolo
“ARCI-OLMI”

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